Ericsson, il Sindaco: “L’Italia deve far sentire la sua voce”
<L’Italia deve far sentire la sua voce. Un’impresa come Ericsson può ricevere delle cose, ma deve darne delle altre> lo ha detto oggi in consiglio comunale il sindaco Marco Doria mentre il palco del pubblico era occupato dai lavoratori. Una delegazione aveva in precedenza incontrato il primo cittadino, il quale ha sottolineato quanto sia
fondamentale in questa partita il ruolo del governo.
<La vicenda di Ericsson pesa anche su Erzelli – ha spiegato Doria -. È la prima azienda che si è insediata, la sua è una presenza significativa. Il nostro impegno è volto a ottenere che l’impresa resti presente in forze su Genova. Bisogna, però, evitare ogni genere di strumentalizzazione per mettere una zavorra al progetto complessivo di trasformazione urbana il cui esito negativo sarebbe pesante per intera città>.
<L’aver identificato il 22 di giugno come data del primo incontro al Mise non significa che fino a quel momento staremo fermi – ha detto il Sindaco in consiglio -. Stabiliremo uno specifico incontro con i sindacati, in modo da arrivare a Roma parlando la stessa lingua, sostenendo le stesse cose ed essendo ampiamente documentati>.
Sul tema sono intervenuti anche diversi consiglieri.

Applaudito a più riprese dal pubblico il capogruppo Pd Simone Farello che, dopo aver ricordato come sia l’amministrazione comunale sia la giunta regionale si siano mosse con grande rapidità, ha aggiunto: <Ericsson non è un’azienda qualsiasi. Tra quelle che sono a Erzelli è l’unica ad aver percepito ingenti risorse pubbliche per trasferirsi. Da parte loro c’è una chiara mancanza rispetto agli impegni assunti>.

Antonio Bruno, capogruppo di Fds, ha ricordato come nel 2006 i lavoratori fossero 1.100 (oggi sono poco più di 600) e che l’azienda, dopo aver goduto di <30 milioni di contributi ministeriali, non ha avuto accesso agli 11 messi a disposizione dalla Regione Liguria perché non ha presentato alcuni progetti e ha abbandonato l’hardware per concentrarsi sulla fornitura di servizi. Bisogna negare ogni sostegno all’azienda almeno fino a quando gli esuberi non saranno rientrati e l’azienda non avrà sviluppato piani sensati per il futuro della città e del lavoro>.
Alessio Piana (Lega) e Gianpaolo Malatesta (Possibile-Gruppo Misto) hanno sottolineato che all’incontro a Roma bisogna andarci uniti, così come uniti bisogna lavorare per la soluzione del problema.
<Il sindaco vada a Roma a battere i pugni sul tavolo> ha detto Paolo Putti, capogruppo M5S, ricordando come sia necessario andare all’attacco dei grandi gruppi che a Genova, purtroppo, hanno fatto quel che hanno voluto come nei casi di Piaggio, Lactalis e Hitachi>. Guido Grillo (Pdl) ha proposto che anche una delegazione di consiglieri vada a Roma per seguire la riunione al Mise.




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